CASA DELLA MONTAGNA

il progetto

La Casa della Montagna

Come nasce e con quali obiettivi

La Casa della Montagna è uno spazio dedicato ad attività culturali, ricreative e di divulgazione di vario genere, con un’attenzione particolare riservata al territorio e alla montagna. Attiva dal 2018, ha ospitato mostre ed eventi riguardo il tema dell’ambiente, con il coinvolgimento dell’Ecologica della Montagna, un progetto del Gruppo Giovani di San Martino con l’obiettivo di sensibilizzare residenti e turisti ad un approccio sostenibile nei confronti del territorio, alla storia di San Martino, ai ritrovamenti archeologici, alla gastronomia locale e molto altro.

La Casa della Montagna è collocata presso l’edificio che ospita la stazione delle autocorriere e l’ambulatorio medico in Via Pezgaiart a San Martino, nell’ampia sala con vista sulle Pale al piano superiore.

San Martino di Castrozza

Storie dei pionieri della montagna

Fin dagli albori dell’esplorazione delle Dolomiti, sulla scia della tradizione dei Grand Tour intrapresi dagli aristocratici europei, San Martino di Castrozza era una destinazione amatissima tra i coraggiosi esploratori che per primi iniziarono ad avventurarsi alla scoperta di queste meravigliose cime.

Lasciate inesplorate dagli abitanti locali, le montagne avevano da sempre un’aura di mistero. Quando alla fine dell’Ottocento, i primi esploratori cominciano a scoprirle, ne sono enormemente attratti, e cominciano a pensare di salirci in cima. L’impresa che segna l’inizio della storia della scoperta delle Pale è rappresentata dalla traversata del Passo Canali dalla Val d’Angheràz alla Val Canali, portata a termine da Freshfield, Tuckett, Backhouse e Fox tra il 1861 e il 1863. In quegli anni, a San Martino c’era solamente un ospizio e la chiesa: il primo albergo, che prende il nome di Alpino, viene infatti costruito alcuni anni dopo, nel 1872, da Leopold Ben.

La Conquista delle Cime

Come già accennato sopra, le montagne erano viste come troppo insidiose e isolate, ed erano quasi totalmente inesplorate. Nessuno aveva osato salirvi in cima, e i primi esploratori cominciano così a fare a gara a chi conquisterà per primo le cime delle Pale. Così nel 1870 vengono conquistati per la prima volta i 3184 metri del Cimon della Pala da Whitwell, Lauener di Lauterbrunnen e Santo Siorpaes, nel 1875 fu la volta del Sass Maor, da parte di Tucker e Beachroft, e nel 1878 della Pala di San Martino e della Vezzana.

Si inaugura così una stagione di conquista delle montagne e di sfida a chi riesce ad aprire una nuova via che, ancora oggi, un secolo e mezzo dopo, non è ancora conclusa.

Le Grandi Pareti delle Pale

L’essere umano è per natura alla ricerca dell’autosuperamento. Così, dopo che le cime delle Pale furono tutte conquistate, l’attenzione si spostò verso l’apertura di nuove vie d’arrampicata attraverso le grandi pareti.

Incontriamo qui i nomi più famosi della storia dell’alpinismo delle Dolomiti, come Gunther Langes, che tra il 1919 e il 1921 apre la via Higusi, risale il Pilastro Sud Ovest della Pala di San Martino, e inaugura quella che ancora oggi è una delle vie più amate di tutte le Dolomiti, lo Spigolo del Velo. Altre imprese degne di nota sono la Parete Nord della Pala, lo spigolo della Cima Immink e la Parete Est del Sass Maor, aperte da Emil Solleder tra il 1926 e il 1930. Ricordiamo, inoltre Hermann Buhl e l’omonima Fessura che sale a Cima Canali. 

Le Aquile di San Martino

Lo sviluppo turistico di San Martino di Castrozza portò alla nascita di una nuova professione, quella della guida alpina. L’epopea delle Aquile di San Martino nasce con Michele Bettega, pastore originario di Mezzano, che entra in servizio della famiglia Ben accompagnando i clienti in montagna. Dieci anni dopo, diventa la prima guida alpina indipendente. Le sue prime salite sono: la Pala di San Martino, Cima Canali, Pradidali e Cusiglio.

A Bettega presto si aggiungono Giuseppe Zecchini, le cui prime salite furono la Cima di Val di Roda, Cima Immink e il Campanile di Val di Roda, Antonio Tavernaro, che ascese la Rosetta da Ovest e la Cima Wilma, e la guida più giovane, Bortolo Zagonel, che assieme a Bettega compie un’impresa importantissima per l’epoca, la scalata della parete Sud della Marmolada.